UN'ANALISI DELLA REDDITIVITÀ E DEI BILANCI DELLE IMPRESE AGROALIMENTARI CREMONESI

Tra le strategie vincenti, investimenti ed espansione sui mercati internazionali

 

 

Il report – elaborato dall'Osservatorio agroalimentare cremonese nell'ambito del progetto Cremona Food-Lab – ha lo scopo di fornire un quadro sommario, ma sufficientemente esaustivo, riguardo gli aspetti economici e finanziari delle imprese con sede operativa nella provincia di Cremona che producono prodotti da forno. Il periodo oggetto di analisi è il quinquennio 2012-2016. Anni in cui in Italia, nel 2012 e nel 2013, si riscontra un marcato calo del PIL a causa del perdurare della crisi del debito sovrano e delle conseguenti misure restrittive messe in atto dai governi, a cui però segue un periodo di debole ripresa in un contesto globale in espansione. Per quanto riguarda la situazione congiunturale del mercato dei prodotti da forno in Italia, i tassi di crescita sono bassi, sia in volume, a causa di un mercato ormai saturo e con la popolazione che non cresce più, sia in valore, poiché il calo del potere d’acquisto dei consumatori ha spinto verso la ricerca di prodotti più convenienti, ma anche a reinvestire i risparmi in prodotti di qualità. Infatti, a seguito di questo mutamento nel comportamento del consumatore, alcune aziende hanno deciso di rivedere il proprio portafoglio prodotti inserendo ad esempio la gamma gluten free e la linea del biologico; altre, invece, hanno deciso di investire nell’immagine dei propri brand per cercare di posizionarsi nel segmento dei prodotti più eccellenti e ottenere così una migliore marginalità.

Complessivamente il momento non è molto roseo per le aziende di questo comparto, specialmente per le più piccole che operano nei mercati locali; si aggiunge l’elevata frammentazione del settore e la forte competizione di prezzo che sempre più è inasprita dalle Private Label e dal potere contrattuale della GDO.

Tuttavia dall’analisi emerge che è in corso un miglioramento della redditività delle aziende cremonesi operanti nel comparto dei prodotti da forno. Ciò è avvenuto grazie ad un abbassamento dei costi delle materie prime, mediante una revisione del portafoglio prodotti focalizzandosi sui segmenti più remunerativi e per le aziende più grandi e strutturate, anche in seguito ad una strategia di cost saving e nuovi investimenti negli impianti produttivi. Tutto ciò avviene a fronte di un mercato stagnante e con una forte competizione di prezzo. A questi si aggiunge l’abbassamento del costo del debito che, per le aziende a cui sono stati concessi i prestiti, è stato fondamentale per finanziare gli investimenti necessari per la ripresa.

Alcune aziende hanno raggiunto risultati particolarmente brillanti per quanto riguarda la remunerazione del capitale investito. Le più grandi stanno investendo per espandersi sui mercati internazionali più remunerativi e promettenti, quali, ad esempio, gli USA e l’India.

Dal punto di vista finanziario e della solidità patrimoniale la situazione è un po’ meno positiva. Si riscontra una frequente sottocapitalizzazione, aspetto che si giustifica con la presenza di numerose Srl le quali hanno un capitale sociale basso, e una copertura appena sufficiente delle attività di breve periodo.

Complessivamente, le aziende cremonesi, continuano a resistere egregiamente alle difficoltà che si presentano e riescono, nei momenti un po’ più positivi dell’economia, ad investire per la loro crescita. Diverse aziende sono presenti sul mercato da anni e detengono una buona reputazione, che magari può essere sfruttata per espandersi sui mercati internazionali. In futuro rappresenteranno un importante opportunità per lo sviluppo e la ricchezza del territorio e per gli sbocchi occupazionali.

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