Gestione degli insilati per il contenimento degli sporigeni

Da uno studio di Fabio Abeni e Giulia Segati del Crea – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura

 

La gestione degli insilati è un tema molto sentito tra gli allevatori e i ricercatori, perché un trattamento inadeguato di tale alimento può portare a gravi perdite quali-quantitative nell’alimento (quindi anche economiche), con ripercussioni sulla filiera lattiero-casearia. Lo studio è stato in grado di evidenziare l’importanza di prevenire il deterioramento aerobico (e con esso lo sviluppo di microrganismi in grado di alterare profondamente le caratteristiche degli insilati e della miscelata finale, aumentando i rischi di contaminazione del latte) già dalla pianificazione delle strutture aziendali per l’insilamento.

Si ricorda che la qualità microbica finale del latte non è solo dovuta allo stato di salute della mammella, all’igiene degli impianti, ma anche alla qualità microbica degli alimenti impiegati in azienda. Pratiche errate o uno scarso monitoraggio dei momenti critici della produzione (gestione insilamento, fermentazione lattica e consumo) portano allo sviluppo indesiderato di microrganismi tra i quali lieviti, muffe e sporigeni che riducono fortemente le caratteristiche nutritive, l’appetibilità, la digeribilità, la salubrità degli alimenti.

Il lavoro svolto dai ricercatori del CREA di Lodi – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – con l’aiuto dei tecnici dell’ARAL, ha toccato 158 aziende sul territorio cremonese; in 108 di queste, sono stati campionati alimenti, unifeed, feci e latte. L’indagine si è svolta con l’utilizzo di questionari appositamente predisposti per valutare la gestione degli insilati in azienda e da una serie di attività e analisi svolte nelle aziende e nei laboratori.

Le prime analisi statistiche, svolte a partire dalle informazioni sui questionari e dai risultati in laboratorio, hanno evidenziato come sia importante l’utilizzo, la manutenzione, la scelta e la pianificazione dei cantieri di lavoro e dello stoccaggio degli insilati. Disattenzioni, ritardi, scarsa compressione e scorretta gestione delle materie prime sono fattori rilevanti per l’innesco di alterazioni.

Tra i vari punti evidenziati nello studio, vediamo come fra i principali metodi di insilamento (trincee, silos o cumuli) la trincea presenti una minore incidenza di valori elevati di sporigeni, conseguenza probabilmente riconducibile al fatto che in questa tipologia di strutture si ha una maggior compressione del materiale che determina una formazione più rapida di un ambiente anaerobico, in grado di favorire l’innesto di fermentazioni lattiche con relativa riduzione di perdita di elementi nutritivi.

 

Un altro fattore critico della gestione degli insilati è il rinnovo giornaliero del fronte e la sua velocità di avanzamento settimanale. Anche il desilamento fatto tramite benna, a prismi o più classicamente con la fresa, gioca un ruolo importante per la determinazione della qualità in termini di esposizione all’azione dell’aria. L’utilizzo di attrezzature improprie può causare la formazione di punti nei quali l’ossigeno ha maggiori possibilità di penetrare innescando inevitabilmente la ripresa delle attività respiratorie.

Per facilitare l’instaurarsi di un ambiente favorevole allo sviluppo dei lattobacilli, vengono spesso utilizzati particolari teli di chiusura della trincea. Questi teli devono essere integri e collocati in maniera corretta in modo da coprire tutta la trincea e renderla più “ermetica” possibile all‘acqua e all’aria.

In questo contesto, dove gli studi sono ancora molti e la ricerca è in divenire, possono giocare un ruolo importante strumenti di precisione che permettono all’allevatore di pianificare in maniera più corretta il caricamento degli insilati escludendo le aree danneggiate facilmente individuabili o non ancora visibili. Tra questi ritroviamo la termocamera che è in grado di dare una fotografia immediata delle aree calde e fredde di una trincea o il NIR che consente di dare un risultato rapido e veloce della composizione nutrizionale degli alimenti che andranno a comporre la razione giornaliera concorrendo a ottimizzare, bilanciare e migliorare in maniera più efficiente la qualità della razione.

 

 

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